La Terapia Cognitivo – Comportamentale (CBT) è uno specifico orientamento della psicoterapia. È considerata una modalità di trattamento efficace ed è evidence – based cioè è validata da una considerevole mole di studi scientifici di carattere internazionale.
In termini generali la Psicoterapia Cognitivo – Comportamentale spiega il disagio emotivo come il risultato di credenze disfunzionali rigide su noi stessi, gli altri e il mondo. Tali credenze si formano nei primi periodi di vita e si mantengono nel tempo a causa di meccanismi di mantenimento, come se finissero per diventare le lenti attraverso cui guardiamo il mondo. Spesso non siamo consapevoli di tali credenze e di come queste possano condizionare le nostre emozioni e determinati nostri comportamenti.
Come già affermava Epitteto: “Gli uomini non sono disturbati dalle cose ma da quello che pensano di esse”. Ciò implica che non sono tanto gli eventi a creare e a mantenere i problemi psicologici, ma questi verrebbero influenzati dalle costruzioni cognitive dell’individuo.

La Terapia Cognitivo-Comportamentale quindi, si propone di aiutare i pazienti a:
- Individuare i pensieri ricorrenti, gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà, le emozioni e i comportamenti che generano e mantengono il malessere
- Imparare a riconscerli nel momento in cui si attivano
- Costruire nuove prospettive e nuove reazioni fatte di pensieri e comportamento più utili
Nel nostro lavoro ci concentreremo sul presente, partiremo quindi dal problema riportato nel qui ed ora, fonte di sofferenza, per comprendere come i sintomi si stanno mantenendo. Utilizzeremo anche il passato per far luce sulla problematica attuale, per capire cioè come mai stiamo soffrendo adesso e come abbiamo in qualche misura “appreso” nelle nostre relazioni, determinati schemi, credenze su di sé, sugli altri e sul mondo e modi di reagire.
La persona infatti fa del suo meglio per adattarsi alla situazione e per sopravvivere a momenti dolorosi, utilizzando strategie che in qualche modo le sono state utili nelle vita, strategie che però, ad un certo punto, non funzionano più, oppure finiscono esse stesse per causare disagio.
Il nostro sarà un lavoro cooperativo, gli obiettivi della terapia vengono definiti in modo condiviso e collaborativo tra paziente e psicoterapeuta: il paziente esperto di sé stesso e lo psicoterapeuta esperto di metodi e procedure scientifiche.
Come suggerisce il nome ci avvarremo di tecniche sia cognitive che comportamentali, negli ultimi anni abbiamo assistito alla nascita delle così dette “terapia di terza generazione“: un insieme di nuove forme di psicoterapia che tendono a sottolineare l’importanza di alcuni aspetti centrali nel processo terapeutico: l’uso della mindfulness, l’importanza dell’accettazione e della compassione, la defusione cognitiva (ossia la capacità di “osservare” i propri processi cognitivi ed emotivi senza giudizio), il focus sui valori personali. In linea con le recenti ricerche, anche nel mio lavoro darò importanza ad esercizi immaginativi, di Mindfulness, di Compassion e ad esercizi esperienziali, utili a favorire processi di cambiamento e di apprendimento.
